Elon Musk e Falcon Heavy, impresa riuscita!


Mentre ieri sera quasi metà dei telespettatori italiani erano sintonizzati su RAI1 per vedere il festival di Sanremo, c’era una piccola parte di noi italiani in attesa su Youtube per vedere live il lancio del più grande razzo privato, il più potente al mondo, spinto da ben 27 motori: il Falcon Heavy della SpaceX.

Falcon Heavy

SpaceX ha lanciato con successo per la prima volta il suo nuovo vettore Falcon Heavy, composto da tre primi stadi Falcon 9 uniti insieme, per un totale di 27 motori attivi contemporaneamente, che hanno portato nello spazio un secondo stadio, che trasportava un carico molto particolare, ovvero: la nuova Tesla Roadster di Elon Musk (con al suo interno un guidatore, sotto forma di una tuta spaziale SpaceX posizionata come se fosse alla guida ribattezzato Starman ed accompagnata dalla scritta “DON’T PANIC!” sul cruscotto, citazione tratta dal celebre “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams).

Il lancio è avvento sulle note di “Life on Mars” di David Bowie dalla storica piattaforma 39A del Kennedy Space Center di Cape Canaveral, Florida (piattaforma da cui sono partite molte missioni Apollo), inoltre la Tesla Roadster è stata dotata di telecamere, che hanno trasmesso immagini spettacolari della terra.

Tesla Roadster Falcon Heavy
I due stadi esterni dopo essersi staccati sono tornati sulla terraferma, con un atterraggio sincronizzato mai visto prima, da far venire la pelle d’oca a chi l’ha visto in diretta e nemmeno immaginabile nel miglior film di fantascienza.

Falcon 9

Il terzo stadio (lo stadio centrale) ha tentato di atterrare sulla chiatta appoggio nell’ Oceano Atlantico, ma non è riuscito a causa della mancanza di propellente (è stato in grado di accendere solamente uno dei tre motori cosa che non ha reso possibile rallentarlo a sufficienza) comunque la missione primaria è stata compiuta ed ora il carico è in rotta verso un’orbita che la farà viaggiare fra la Terra e Marte, ma senza mai incontrare il pianeta rosso per evitare il rischio di contaminazione biologica.

Questo è lo schema del profilo di volo:

Il lancio è avvenuto nella tarda serata di ieri con un ritardo di oltre un’ora sulla tabella di marcia a causa di alcune condizioni meteo sfavorevoli, ma una volta superato questo problema, verso le 21.30 di ieri sera, il Falcon Heavy è riuscito a decollare senza alcun problema.

Ecco il video completo del lancio:

Dopo il lancio, e il distacco del secondo stadio, la missione del Falcon Heavy in realtà, non si era ancora conclusa del tutto, infatti lo stadio superiore del razzo che conteneva al suo interno la Tesla Roadster ha compiuto una manovra per rimanere in orbita geostazionaria per circa 6 ore per dimostrare la validità del progetto all’ Aeronautica Militare Americana (per dimostrare la compatibilità del Falcon Heavy con i requisiti di lancio dei satelliti militari statunitensi, inserimento diretto in orbita geosincrona) ed ad altri potenziali clienti.

Successivamente, il razzo ha attraversato la fascia di Van Allen, una zona densa di pericolose radiazioni ed a quel punto, lo stadio superiore ha riacceso i motori per posizionare la Tesla Roadster in un’orbita intorno al Sole che le permetterà di avvicinarsi al pianeta Marte.

Durante la notte (ora italiana) Elon Musk ha annunciato che l’orbita definitiva della Tesla Roadster la farà viaggiare ciclicamente fra l’orbita della Terra e quella della fascia di asteroidi tra Marte e Giove, quindi ancora più lontano di quelle che erano le previsioni iniziali, Musk aveva già messo in preventivo che erano poche le probabilità di centrare al primo tentativo l’orbita corretta, tenuto conto che la missione di prova era totalmente automatizzata, e che il carburante caricato non permetteva delle manovre correttive.

Ma soprattutto, a volte dagli errori vengono fuori opzioni interessanti, per esempio, la Tesla Roadster sulla nuova orbita potrebbe persino avvicinarsi a Cerere, l’asteroide più massiccio della fascia principale del Sistema Solare.
Senza volerlo, la Tesla Roadster sta dimostrando che le capacità del Falcon Heavy vanno teoricamente oltre Marte, come diceva Buzz Lightyear di Toy Story: ​”Verso l’infinito… e oltre!”.

In questo momento, l’auto elettrica di Elon Musk ha iniziato un lungo viaggio nello spazio.
Il Falcon Heavy è solamente il primo passo verso l’esplorazione del sistema solare, adesso aspettiamo solamente il prossimo passo, cioè il BFR!

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