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Recensione teleobiettivo Tair 3S, dalla Russia con Amore

Il Tair 3S è stato uno dei teleobiettivi da 300 mm f/4.5 tra i più diffusi nei Paesi dell’ ex CCCP, era un buon progetto, che ha mantenuto la sua qualità nel tempo ed ancora oggi può essere utilizzato con gran piacere.

Nella focale di 300 mm il Tair 3S non ha rivali nel rapporto qualità/prezzo: gli altri obiettivi vintage (o anche moderni) con questa focale costano molto di più e nei rari casi ci sia qualcosa di più economico, le prestazioni ottiche sono decisamente peggiori.

Caratteristiche costruttive

Il Tair 3 è stato prodotto per decenni, quindi presenta molte varianti, ma il più diffuso è sicuramente il Tair 3S (che si trovare anche sotto la sigla 3C, cirillico per 3S), la versione per fotofucile.
Quest’ obiettivo era venduto in un bauletto di metallo contenente l’obiettivo, una macchina fotografica Zenith analogica, un Helios 44-2M (58mm f/2), filtri da 72mm, tappi, giraviti e soprattutto un calcio “di fucile”.

Su di questo si può montare l’obiettivo e la fotocamera, in modo da utilizzarli proprio come un vero fucile, è stata adottata questa soluzione per cercare di evitare il mosso ed il micromosso, in quanto non è assolutamente facile gestire a mano libera né una focale così spinta, né il peso di un obiettivo di questo tipo.

Io personalmente ho modificato l’obiettivo per adattarlo ad una Reflex digitale Canon e ad una testa ad attacco rapido Manfrotto in modo molto semplice come potete vedere nel video:

Oltre al Tair 3S come abbiamo detto esistono anche altre varianti tra cui ricordiamo:

Tutte le versioni del Tair 3, comunque, sono dotate di attacco M42 che può essere sostituito facilmente e si può trasformare in Nikon o Canon con un semplice adattatore con costi inferiori ai 10€ (io ho utilizzato questo).

La mia versione è il Tair 3S, la caratteristica costruttiva principale è sicuramente la grandezza, con lente frontale da ben 72mm e un barilotto lungo più di 30cm con peso che varia a seconda delle versioni ed arriva fino ad 1,5/2 Kg, costruito quasi interamente in metallo è molto solido e difficile da rovinare.

La ghiera della messa a fuoco della versione 3S è piccola ed è posta perpendicolarmente sotto l’obiettivo invece che nelle solite posizioni, risulta comoda ma fate attenzione a non forzarla troppo perché il meccanismo posto sotto la lente è di plastica e forzandolo si potrebbe rompere qualche dente.

La ghiera dei diaframmi è invece posta in coda, ed è del tipo a preselezione: il modello 3S ha anche un meccanismo di scatto che fa chiudere il diaframma al momento della pressione del grilletto, ma è stato rimosso quando l’ho adattato alla Reflex digitale.

Caratteristiche ottiche del Tair 3S

Il Tair 3S ha una resa veramente buona, la nitidezza è più che discreta e la risolvenza (quantità di dettagli che l’ottica riesce a riprodurre) considerando il prezzo e la focale abbastanza spinta, risulta ottima.
Il Tair 3S ha un’enorme mancanza di contrasto, tanto che i RAW sembreranno incredibilmente scialbi e senza impatto, quindi bisogna lavorare un po’ di più per recuperare il contrasto perso senza intaccare l’ottima dinamica dell’immagine con gli strumenti di post-produzione.
La mancanza di contrasto comunque non inficia il resto delle caratteristiche: il Tair 3S oltre la nitidezza, un buon senso della profondità e ha soprattutto uno sfocato eccezionale, a tutta apertura è omogeneo e praticamente perfetto come sfondo di un soggetto principale e a differenza di tanti altri obiettivi, le 15 lamelle di diaframma consentono di avere uno sfocato bello o comunque interessante fino ad aperture molto strette, anche ad f/11.
I punti luce rimangono sempre circolari, e lo sfocato pur perdendo di omogeneità non risulterà mai nervoso o troppo confuso.

La resistenza al controluce, anche grazie al trattamento antiriflesso e allo stretto angolo di campo, è leggermente migliore degli altri obiettivi sovietici, ma comunque ben lontana dai risultati degli obiettivi moderni, non ti troverai comunque a dover troppo lottare con i riflessi indesiderati, neanche con fonti di luce nella scena.

I colori sono decisamente più neutri e bilanciati rispetto agli altri obiettivi sovietici.

Utilizzo

Il Tair 3S si esprime al meglio sicuramente nella fotografica naturalistica: su una Full Frame sarà appena sufficiente per i soggetti medi e piccoli, mentre sarà molto comodo per soggetti di più grandi dimensioni.
Su APS-C invece, l’angolo di campo equivalente a un 480mm circa (precisamente con una Canon APS-C 486mm f/7.3) permette di osare anche nella fotografia di avifauna o verso qualche soggetto più piccolo.

L’obiettivo è buono anche nelle riprese ravvicinate e visto il suo sfocato e la buona tridimensionalità, il Tair 3S si presta anche al ritratto, ma serve stare abbastanza lontani dal soggetto da fotografare, soprattutto su APS-C.

Ho utilizzato questo obiettivo anche per la Fotografia Paesaggistica, ma in questo caso non si può fare a meno del treppiedi, perché gestire i circa 2 Kg. di peso dell’obiettivo a diaframmi chiusi non è per niente facile, e il mosso rovinerà parte rilevante delle foto (io personalmente utilizzo il Manfrotto MT055XPRO3).

Ho provato il Tair 3S anche con un moltiplicatore Helios 2X (ottenendo un 600mm f/9): con risultati abbastanza buoni ed una perdita di nitidezza sopportabile.

Il Tair 3S è facile da trovare, soprattutto nella versione Photosniper come la mia, si trova ancora nuovo, su Ebay, a cifre comprese tra i 180 ed i 250€ (il kit completo con baule, macchina analogica, filtri ed anche obiettivo Helios 44-2), mentre usato lo puoi trovare a molto meno, attorno ai 70/80€ (se sprovvisto di accessori) fino a 150€ (se completo di tutto e in ottime condizioni).

Quindi ricapitoliamo i pro e i contro di questo obiettivo secondo il mio parere:

PRO

CONTRO

Quindi se avete la possibilità e la disponibilità economica compratelo, non ve ne pentirete!

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