Diversi studi hanno mostrato come il ritmo della musica che ascoltiamo durante le nostre sessioni di allenamento influenzano le nostre prestazioni. Il tipo di musica che ci piace e ciò che vogliamo ascoltare cambia da persona a persona. Non è possibile quindi dare una playlist preconfezionata che vada bene a tutti. È però possibile dare le informazioni necessarie affinché ciascuno di noi possa crearsi la migliore playlist da ascoltare durante l’allenamento. Insomma, quando corriamo, andiamo in bicicletta, quando facciamo il nostro sport preferito, come facciamo a creare la miglior scaletta per l’allenamento?
Cosa dice la scienza in proposito.
Non è sorprendente infatti che musica ritmata aiuta molto le prestazioni fisiche. Lo scorso anno in tal proposito è anche stato pubblicato uno studio. Durante questo studio dei volontari ascoltavano della musica mentre facevano la cyclette. Al primo “giro” la musica veniva fatta ascoltare così com’era. Successivamente ad alcuni volontari venivano passate canzoni più lente (basandosi sul BPM) del 10%, mentre ad altri veniva passata musica più veloce del 10%. Ai volontari non venivano date informazioni su ciò che stava accadendo. In maniera praticamente automatica, le performance dei volontari erano cambiate.
Quando il tempo era più basso, sembrava che volontari pedalassero con più fatica. Monitorando il battito cardiaco, si è però potuto verificare che il numero di pulsazioni si abbassava. I volontari, hanno riferito che la musica che ascoltavano non era bellissima. Dall’altro canto, a quelli cui la musica era stata velocizzata del 10%, nello stesso periodo di tempo avevano percorso molta più strada. Avevano aumentato sia la cadenza delle pedalate, sia la potenza di ogni singola pedalata. Il loro battito cardiaco era aumentato. In questo secondo caso i volontari hanno riferito che la musica era più bella rispetto all’inizio nel 36% dei casi in più rispetto a quelli quella musica era stata rallentata. Paradossalmente non avevano trovato l’allenamento più facile. La loro tolleranza rispetto alla fatica sembra che l’aumentata del 2,4%. La maggiore velocità musicale sembra che abbia aiutato i partecipanti a questo esperimento a dare di più.
Che cos’è che rende Google Chrome OS diverso da tutti gli altri sistemi operativi?
I sorgenti sono stati rilasciati oggi, velocità ed internet sembrano essere le parole d’ordine di questo nuovo, veloce e innovativo sistema.
Intanto ecco il video che quelli di Google hanno creato per dire “Perchè chrome OS è diverso”.
Non vi aspettate di avere Google Chrome OS sul vostro PC già da domani però, perchè se avrete questo sistema non lo userete sul vostro PC: Chrome OS è sviluppato per funzionare su macchine che hanno un certo hardware, insomma un po’ sullo stile del mac.
Il motivo è semplice: per garantire la massima velocità di esecuzione, bypassare varie fasi di caricamento del sistema operativo che un normale computer deve fare, è di fondamentale importanza.
In questa immagine vedete subito la differenza tra l’hardware di un comune computer e quello di Chrome OS: Read the full story
Abbiamo una connessione WiFi con il segnale scarso. Vogliamo diagnosticarla per cercare di navigare più velocemente e meglio. Ecco come fare per trovare il problema!
Consigli per trovare i problemi che ci impediscono di navigare in Wireless
Google non riporta più quante pagine ha nel suo indice, quello che vedete sopra è lo screenshot che qualche tempo fa, in occasione del suo compleanno ha rimesso in home page.
Innumerevoli servizi vengono offerti, dal più classico, la ricerca fino a servizi come blogger, picasa e tanti altri. Quanti server sono necessari per tutte queste cose?
In occasione dei una presentazione, Jeff Dean, esperto in sistemi informatici su larga scala, ha dichiarato come la società californiana si appresta a gestire ben 10 milioni di server!
Per fare un pagagone, facebook ne usa “appena” 30.000.
Ecco a voi la fonte della notizia per approfondire: datacenterknowledge.
Consigli per aumentare al massimo la durata la batteria del nostro cellulare smartphone
I metodi sono molteplici, qualunque sia il nostro smartphone possiamo seguire alcune semplici regole “universali”.
Tenetelo fresco e il meno possibile in tasca: se siete fuori casa cercate di non lasciare il vostro telefono cellulare esposto alla luce diretta del sole. Cercate di tenerlo lontano dal calore del vostro corpo: minori radiazioni per voi e minor stress per il vostro telefonino.
Dal primo settembre sarà vietata la vendita di lampadine a incandescenza di potenza pari o superiore ai 100 watt. In tutta Europa, ma non in Italia. Il nostro paese rimarrà un porto franco per i produttori di queste lampade tradizionali e decisamente inquinanti. Il disegno di legge 1195 se da un lato prevede incentivi per le fonti rinnovabili dall’altro fa un ribaltone per quanto riguarda la vendita e la distribuzione di lampade incandescenti ed elettrodomestici di classe inferiore ad A che secondo la finanziaria 2008 sarebbero stati invece vietati a partire da gennaio 2010. «Colpo duro anche alla nostra industria, specializzata negli elettrodomestici di ultima generazione», fa notare il senatore Roberto Della Seta, capogruppo Pd in commissione ambiente. E il Wwf denuncia: colpo basso alla riduzione di Co2. Basti pensare che cambiando 5 lampadine da 100W a incandescenza con altrettante a basso consumo in un anno si risparmiano 175 kg di Co2.
Un colpo basso, un tiro mancino, un tradimento. È stato definito in molti modi. In ogni caso, è un cambio di rotta. Il governo ha deciso di depennare quanto stabilito dalla Finanziaria 2008 e continuare a far vendere in Italia lampadine e frigoriferi a bassa efficienza energetica. Il provvedimento ora è alla Camera ma le indicazioni raccolte a Montecitorio non fanno ben sperare. Una sconfitta per l’ambiente e per le nostre tasche: sostituire 5 lampadine incandescenti con quelle a basso consumo fa risparmiare in un anno 175 kg di Co2 e 53 euro. Stesso discorso per i frigoriferi: uno di classe A++ (tra l’altro detraibile dalle tasse) fa spendere in elettricità meno di 34 euro l’anno. Il “cugino” di classe C fa schizzare la bolletta a 92 euro. «Facciamo il contrario di quanto accade nella Ue – lamenta Patrizia Fantilli, responsabile ufficio legale del Wwf – mentre tutto il mondo va verso la Green economy, noi lodiamo le iniziative di Obama ma senza seguirne l’esempio». L’Europa appunto ha studiato un piano per far fuoriuscire dal mercato tv, frigo e lavatrici spreconi: l’ora x scatterà l’estate del 2010. Così facendo si potrebbe tagliare dalla bolletta energetica dei 27 Paesi l’equivalente del consumo in un anno di elettricità di Lettonia e Portogallo insieme. Ma anche su questo l’Italia ha deciso di ballare da sola.
Samsung ha creato un bel video in cui un fortunato assembla un sistema composto da 24 SSD SATA 2 da 256 GB in RAID, per un totale di 6 terabyte. Il sistema prevede 2 CPU Intel Quad-core QX9775, due schede video HD4870X2 messe in Crossfire, 4GB di memoria RAM FBDIMM a 800MHz, alimentazione fornita da due alimentatori da 1000W….
Philips sta per lanciare le prime lampadine a LED per il mercato domestico. La prossima estate saranno disponibili le Master LED, una serie di lampadine da 7 Watt capaci di operare per più di 45.000 ore!
Philipa ha presentato 10 modelli in tutto, di varie dimensioni, e con luminosità compresa tra i 150 e i 230 lumen. Per intenderci partono da una potenza equivalente ad una lampada tradizionale da 35W. Il prezzo parte da 40 euro, ma permette di risparmiare ben l’80% di elettricità e durare 45 volte una lampada ad incandescenza tradizionale.
Al momento le lampade sono disponibili per i mercati di Germania ed Olanda, presto le vedremo anche da noi.
Di genereazione in genereazione le schede video sono sempre più potenti ed allo stesso tempo più piccole. Allo stesso tempo, le CPU stanno dietro, anzi arrancano. Si è iniziato a parlare infatti di CPU limited, che rappresenta una situazione in cui la CPU frena la potenza della GPU. È possibilie “aggirare” il problema, magandi overcloccando il processore, o cambiare CPU. Read the full story
Si sta inziando a parlare di un supercomputer che sia in grado di lavorare all’ordine dell’exaflop.
Quello che vedete in foto è il supercomputer Bluegene di IBM, che è arrivato a lavorare a 596 teraflop. Ora, un flop sta per Floating Point Operations Per Second ed indica il numero di operazioni in virgola mobile eseguite in un secondo dalla CPU. Un teraflop sono mille miliardi di tali operazioni, un petaflop sono mille volte un tera ed, infine un exaflop sono altre mille volte un petaflop.
A cosa serve tutta questa potenza di calcolo? Bhé a curare le malattie, oppure a giocare….
Ad oggi, non esiste un supercomputer con tutta questa potenza. I ricercatori stanno cercando un modo per raccogliere tutti i dati elaborati da un computer di tale potenza.