Una nuova novità su Gmail: la posta prioritaria. A tutti noi capita di ricevere molti messaggi di posta, alcuni sono dei nostri amici e colleghi di lavoro, quindi importanti, mentre altri sono delle offerte provenienti da siti dove abbiamo fatto acquisti in passato. Capita spesso di ricevere un grande numero di e-mail, e di perdere un sacco di tempo per controllare quali messaggi sono importanti, e necessitano quindi di una risposta, e quali invece possiamo anche cancellare senza leggere.
Quando si rompe un legame di coppia non è mai facile , specialmente adesso nell’era di internet.
Come potete riuscire ad evitare di imbattervi su internet nel vostro ex ragazzo (o nella vostra ex) quando c’è Facebook, Twitter, Google e tutto il resto?Ecco allora che vi viene incontro Ex-Blocker , che è un plugin per Firefox e Chrome che filtra letteralmente il vostro ex partner da ciò che di internet arriva fino a voi , molto semplicemente basta inserire il nome e il cognome, l’utente Twitter, il profilo Facebook e la url dell’eventuale blog. Il plugin farà il resto. Certo, qualche foto può sempre sfuggire e dovrete pensarci voi a creare un apposito filtro per le email, se volete tagliare i ponti definitivamente, ma questo è già un ottimo aiuto .
Una delle notizie più seguite sul Web negli ultimi giorni, riguarda la possibilità che ha dato Google attraverso Gmail di poter fare chiamate via internet con il VoIP e Google Voice a prezzi particolarmente vantaggiosi. Purtroppo però questa possibilità è riservata, almeno per il momento, ai soli utenti residenti negli Stati Uniti.
Ogni giorno su Google milioni di persone possono leggere articoli in lingue che non conoscono grazie a Google Translate. Ma come funziona di preciso? Google ce lo spiega in maniera molto semplice e comprensibile a tutti in un video.
Insomma che cosa c’è sotto Google Translate? C’è un algoritmo di intelligenza artificiale, che traduce sorprendentemente bene.
Google avrebbe iniziato una progressiva politica di cambiamento delle proprie strutture software ponendosi un obiettivo : Windows non deve più far parte degli strumenti in uso a Mountain View e in tutte le altre sedi internazionali del gruppo.
La notizia emerge da alcuni dipendenti del gruppo, secondo i quali la conversione sarebbe ormai iniziata da alcuni mesi.
A processo avvenuto, i desktop esistenti a livello aziendale saranno tutti o Mac o Linux, mentre Microsoft avrà perso il rinnovo di migliaia di licenze , alcuni dipendenti assunti dopo l’inizio della procedura sono ancora stati autorizzati in via temporanea, mentre i dipendenti desiderosi di rimanere su Windows saranno autorizzati soltanto per installazioni su laptop.
La scelta non è peraltro qualcosa di impossibile per un gruppo come Google che al proprio interno ha tutte le risorse per poter ambire ad un processo in grado di coinvolgere pesantemente anche il mondo open source in questo percorso.
A livello formale Google avrebbe fornito anche una motivazione specifica per la propria scelta: il timore relativo ai rischi per la sicurezza delle infrastrutture e dei dati aziendali.
Google, insomma, sarebbe rimasta scottata dopo quello che è accaduto in Cina ad inizio anno (quando un attacco mai chiarito fino in fondo avrebbe approfittato di una nuova vulnerabilità scoperta in IE6 su Windows XP per carpire importanti segreti della tecnologia Google) ed avrebbe così deciso di assumere decisioni coraggiose pur di salvaguardare la sicurezza delle proprie attività.
Non è un segreto che secondo molte aziende, il futuro di Internet e del PC è nel Cloud computing e per questo le grandi aziende che operano nel Web stanno puntando con forza su questo aspetto di Internet, spingendo per un cambiamento radicale nel modo di vedere e utilizzare sia i computer che la rete stessa.
Però , troppo spesso, è difficile quantificare il vantaggio derivante dalla nuova realtà e Google per incoraggiare le aziende al passaggio ha pertanto pensato ad una iniziativa promozionale che si fa forza sui numeri per quantificare in denaro gli argomenti a supporto delle proprie soluzioni.
Google Apps è l’ insieme delle applicazioni che comprende diverse funzioni come : Gmail, Calendar, Talk, Docs (e l’elenco non finisce qui), disponibili sia in versione gratuita che a pagamento.
Uno degli obiettivi di Google è quello di convincere gli utenti, ma in particolar modo le aziende, a utilizzare Google Apps. Ma in che modo far capire loro che utilizzare Google Apps sia economico e faccia risparmiare denaro?
Ha dell’incredibile questo esperimento fatto sulla homepage di Google: infatti è stata creata una nuova pagina con sotto un motore fisico che fa letteralmente “Crollare” tutti i componenti della pagina sul fondo del brower (consiglio Chrome perchè con Firefox l’animazione è lentissima…Con ie credo che morirebbe windows…).
Si sa che le vie del Signore sono infinte. Le distro Linux anche. Apprendo solo oggi che esiste WeakNet IV Linux, una distribuzione che è (di già??) giunta alla sua quarta release. Ieri parlavamo di DEFT Linux, destinata a chi si occupa di informatica forense, oggi vediamo una distribuzione che è invece rivolta di più a chi si occupa di sicurezza informatica. Test di penetrazione di rete, supporto per l’iniezione di pacchetti realizzata già al livello del kernel, strumenti vari per testare la robustezza di una rete e infine non potevano mancare strumenti vari per i test di sicurezza. A chi si rivolge? Amministratori di sistema, curiosi e smanettoni (come ogni distro che si rispetti). Read the full story
Oggi, domenica 14 marzo Google dedica il proprio logo al pi greco. Inglesi e americani scrivono la data di oggi così: 3.14. Vi dice niente? E pensare che proprio mentre tornavo a casa, non riuscivo a ricordare la formula per calcolare l’area di un cerchio! Che problemi mi faccio di sabato sera!
Sottotitoli nei video di Youtube in modo del tutto automatico. Ne avevamo parlato a novembre. Da oggi però è possibile ottenere i sottotitoli per tutti i video caricati sulla piattaforma multimediale di Big G, a patto che siano in inglese.
Questa funzionalità è pensata non solo per la ricerca, ma anche per la fruizione dei contenuti multimediali da parte di tutti, anche dai non udenti. L’obiettivo dichiarato di Google è quello di estendere il supporto delle “Automatic Captions” non solo hai video in lingua inglese, ma anche a tutte le 51 lingue in cui “parla” Google.
Una volta ottenuti i sottotitoli possono anche esser tradotti, ovviamente non sarà il massimo, ma almeno aumenterebbe di molto la comprensione per chi non parla bene l’inglese, e per chi lo parla poco o per niente. Read the full story