Sembra che Adobe stia cercando di passare ad un approccio basato su applicazioni Web per Photoshop.com
Adobe ha infatti sviluppato un set formato da tre tool disponibili on-line con il suo sito Photoshop.com dove viene offerta la possibilità di salvare ed editare fotografie. I tre tool sono Photoshop express editor, con il quale è possibile modificare le proprie fotografie, Organizer che offre un po’ le funzioni del bridge sul PC fisso ed infine Uploader. Questi tre strumenti sono stati ottimizzati per funzionare bene con Photoshop Express recentemente rilasciato per iPad, iPhone ed Android. Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.photoshop.com.
Quest’anno i visitatori allo stand di Carl Zeiss al photokina avranno la possibilità di toccare con mano, testare e camminare in mezzo a lenti di altissima qualità. Carl Zeiss inoltre per la prima volta lancerà accessori oltre che nuove ottiche fotografiche.
Carl Zeiss si presenterà con il suo partner Nokia per dimostrare come sia possibile unire alta qualità anche sulla fotografia realizzata per mezzo di dispositivi molto compatti come telefoni cellulari.i fotografi che saranno interessati, avranno la possibilità di provare le varie ottiche nei vari settaggi. La tecnologia di Carl Zeiss sarà disponibile anche per dispositivi Sony e per la registrazione di video.
Non rimane quindi che aspettare il photokina di quest’anno per trovare tutte queste novità. Nel frattempo sui canali sociali di facebook e twitter (www.facebook.com/carlzeisslenses e www.twitter.com/carlzeisslenses) potremo trovare le anticipazioni e le prime foto di chi è arrivato fino a Colonia.
Ecco come appare la navigazione nel golfo del messico.
Questo è il punto dove le acque del fiume Mississipi a sinistra la parte chiara della foto, si unisce all’acqua del mare, inquinato dall’incidente della piattaforma BP.
Questa è una foto aerea dell’area.
Fonte: Boston.com
È proprio lui: il 70-200 f/2.8 serie L IS II USM che la giapponese Canon ha presentato a gennaio 2010. Il “vecchio” 70-200 risaliva al 2001, e durante questi nove anni le fotocamere digitali si sono evolute e i megapixel a disposizione sono aumentati in maniera esponenziale. La qualità di un’ottica perciò è sempre più sotto la lente d’ingrandimento. Canon ha così rinfrescato l’obiettivo zoom più usato. Un nuovo design meccanico, nuovi trattamenti sulle lenti per ridurre riflessi e aberrazioni cromatiche, una stabilizzazione dell’immagine migliorata rendono questo obiettivo, almeno sulla carta, il compagno ideale di ogni fotografo, amatore o professionista che sia. Il costo però è alto: 2600€, e specie se non siamo fotografi professionisti vale la pena vedere se è il caso di prenderlo.
Lo scopo di una recensione è questo: vedere pregi e difetti di un prodotto, poterlo valutare e quindi dire “si, ne vale la pena, lo compro” oppure “no, costa troppo, è meglio che prenda in considerazione quest’altro modello“. Gli autorevolissimi ragazzi di DPreview hanno messo alla prova le caratteristiche di questa ottica. Ovviamente se vi interessa vedere tutta la recensione vi rimando al link che trovate in fondo all’articolo, io l’ho letto e vi dico quali sono stati i risultati principali.
Le caratteristiche peculiari del Canon 70-200 f/2.8 L IS II
lunghezza focale 70-200mm, f/2.8 di apertura massima.
stabilizzazione dell’immagine fino a 4 stop.
Anello di messa a fuoco con il motore USM e correzione manuale
Attacco EF per reflex Canon
Comparazione tra il nuovo e il vecchio 70-200 f2.8 Canon
Le dimensioni e l’ingombro di questa ottica sono all’incirca le stesse del Nikkor 70-200 f/2.8 ED VR II e del predecessore del nostro. Nonostante questo il copriobiettivo tra i due non è intercambiabile, a causa del diverso diametro e della presenza di un tasto per bloccare il tappo copriobiettivo.
Canon 70-200mm F2.8 L IS II USM
Canon 70-200mm F2.8 L IS USM
Costruzione delle lenti
• 23 elementi/19 grouppi
• 5 elementi UD
• 1 elemento alla fluorite
• 23 elementi/18 gruppi
• 4 elementi UD
Distanza minima di messa a fuoco
1.2m
1.4m
Massimo ingrandimento
0.21x a 200mm
0.17x a 200mm
Stabilizzazione ottica
4 stop dichiarati
3 stop dichiarati
Peso (solo ottica)
1486g
1470g
Peso con gli accessori*
1720 g
1704 g
Dimensioni
89 mm diametero x 199 mm lunghezza
86.2 mm diametero x 197 mm lunghezza
Copriobiettivo
ET-87 (ha anche un tasto per bloccarlo)
ET-86
*Peso misurato con tutti gli accessori: treppiede anello, cappuccio e tappi anteriore e posteriore.
Il comportamento del Canon 70-200 f/2.8 L IS II su una reflex APS-C e su una Full
Performance strabiliante: il 70-200mm F2.8 L II USM IS anche su una APS-C si comporta in maniera egregia. Ad ogni lunghezza focale, e con qualunque apertura abbiamo il massimo. Rispetto al precedente 70-200mm F2.8 L IS USM, non c’è confronto. Canon ha fatto un ottimo lavoro.
Su una macchina full frame il nostro Canon è ancora meglio: basta che vedete (su DP) il chart in flash che mostra tutte le configurazioni di lavoro dell’ottica.
In conclusione
Pro
Qualità delle immagini ottenute impressionante
Costruzione veramente ben fatta, anche per la resistenza alla polvere ed alle intemperie.
Stabilizzatore d’immagine efficacissimo.
Messa a fuoco ottima.
Contro
Rende in maniera un po’ aspra le zone fuori fuoco dell’immagine.
Leggero flare con sorgenti luminose dirette o vicino ai bordi della lente.
Il supporto per il treppiede è scomodo: per essere tolto occorre smontare l’obiettivo dalla fotocamera.
Nikon ha annunciato oggi il nuovo AF-S Nikkor 200-400mm f/4G ED VR II. Si tratta di un obiettivo super telezoom, con un’apertura costante f/4. Le nuove lenti hanno il nuovo sistema di riduzione della vibrazioni rilasciato lo scorso maggio. Il corpo è costruito in magnesio, e grazie ad esso il nuovo 200-400mm è in grado di resistere senza problemi alla polvere ed alle intemperie. Inoltre le lenti dispongono del nuovo rivestimento Nikon Nano Crystal Coat che permette di ridurre al minimo i riflessi e le aberrazioni.
Come per la “vecchia” Nikon D3x, la nuova Nikon D3s è sostanzialmente un riassetto dell’ammiraglia Nikon full frame D3, lanciata sul mercato nel 2007. Le due fotocamere, la D3s e la D3x sono destintati a fotografi dalle esigenze differenti, e lo si vede subito: la D3x presenta un sensore CMOS da 24 megapixel, mentre la D3s è equipaggiata con un sensore da “soli” 12 megapixel. Con la corsa ai megapixel degli utlimi anni, anche i cellulari dispongono di sensibilità del genere, sappiamo però bene che non è per niente la stessa cosa. 12 megapixel vi sembrano pochi? Per la quasi totalità dei lavori bastano e avanzano.
Il sensore che equipaggia la D3s ha caratteristiche uniche, tra cui la sensibilità che raggiunge i 102.400 ISO! Lo scatto a raffica si pone a 9fps, inoltre questa fotocamera dispone della possibilità di girare video in formato HD720p. Read the full story
Siete fotografi amatori o professionisti? Volete un sito per le vostre foto, magari fatto con WordPress Brave Zeenat è un fantastico tema che fa per voi. In primis è gratuito il che non guasta. Molto sobrio ed elegante, colori scuri, e con funzionalità pensate proprio per essere usato dagli artisti come fotografi, disegnatori,designer al fine di avere un bel portfolio su internet. Read the full story
Ecco la seconda delle due fotocamere Nikon che ho scelto di recensire nel contest “la migliore compatta entro i 150€“. Si tratta di una compatta leggermente al disopra della media rispetto alla altre fotocamere di questa fascia. Stò parlando della Nikon CoolPix L20. Si tratta di una buona fotocamera dal design curato e destinata a chi non vuole spendere troppo per la fotocamera. Ha una sorella più grande: la S230, dalla quale si differenzia per il display, che è leggermente più piccolo e non ha il touchscreen.
Per Natale desiderate acquistare un portatile a vostro figlio o per voi stessi? Cosa prendere? Ecco a voi la guida per il 2010 sull’acquisto dei portatili.
Distinguiamo innanzitutto a chi il portatile servirà: abbiamo diverse tipologie di utenti:
Lo studente
Il rappresentante
Il fotografo
Il giocatore incallito
Chi lo vuole al posto del classico fisso
Diciamo subito che io faccio parte della categoria “studenti”, ma vediamo nel dettaglio in cosa si differenziano le varie tipologie di utenti:
Il portatile per lo studente
Lo studente, o almeno la maggior parte, sono per definizione squattrinati, e quindi serve un computer che costi poco e che sia facile da trasportare: mezzo chilo in più o in meno vi garantisco che cambia, e di molto, specie quando lo dobbiamo portare al quinto piano senza ascensore, senza contare libri e dispense.
Comunque il computer portatile dello studente deve costare al massimo 500€. Quando trattiamo questa fascia di prezzo rischiamo di trovare un portatile con processore vecchio, single core, oppure una macchina troppo piccola (meno di 13″).
Lo spessore deve essere contenuto, e con esso il peso.
Personalmente, ritengo che il migliore, anche se non rientra nella suddetta fascia di prezzo è il Mac Book da 13″. Si tratta di un portatile leggero e facilmente trasportabile, che include un’ottima scheda video, cpu dual-core ed inoltre è bello a vedersi. Ovviamente non tutti possono permettersi un Mac Book.
Chiusa la parentesi sul portatile di Apple, continuiamo il nostro discorso. Cosa dobbiamo vedere tra le caratteristiche di un portatile per lo studente?
Direi almeno 1GB di RAM, 160GB HDD o superiore; schermo da almeno 13″.
Il portatile per il rappresentante
I dati sono importanti: ci sono gli ordini dei clienti, schede tecniche, informazioni fiscali e spesso appuntamenti. Serve allora un sistema robusto. Ci sono linee di portatili, come i Thinkpad prodotti da Lenovo o Latitude da Dell che sono macchine pensate per questo genere di utilizzo. Anche le altre marche, come Asus o Acer fanno un sacco di prodotti interessanti. Se volete una dritta controllate anche il processore: Intel offre una gamma di prodotti, contrassegnati dalla sigla vPro (a sinistra) che sono pensati proprio per voi.
Cosa cercare: un minimo di 2GB di RAM, 160GB HDD o superiore, display da 12 – 15 pollici; Windows 7 Professional, modem mobile a banda larga per la connettività.
Come crearsi intervallometro per fare il time-lapse
Attenzione: fatelo solo se siete pratici con l’elettronica
Disclaimer: questa guida è fatta seguendone altre che ho trovato “in giro” nel web. Astenetevi dal seguirla se non sapete esattamanete cosa andrete a fare, pena la rottura, o malfunzionamenti della vostra fotocamera. Declino ogni responsabilità per eventuali malfunzionamenti a seguito di questa guida.
Sono bellissime le riprese che si ottengono con la tecnica del time lapse, non è vero? Possiamo condensare un’intera giornata in pochi secondi, creando un’effetto assolutamente strepitoso.
Costruirsi a casa un intervallometro, e visto che il progetto è veramente interessante ho deciso di farlo e di rendere disponibile a tutti la procedura per farlo. Il costo dei componenti non arriva a 20€.
Quello che non capisco è come mai sulle macchine fotografiche moderne, sofisticatissime, con un sacco di funzioni inutili non si inserisca un semplice intervallometro software. Dopotutto immagino che a livello del software non deve essere eccessivamente diverso dal breackting, no? Si tratta semplicemente di un timer che ad intervalli di tempo predefiniti invia alla fotocamera il comando di scattare una foto.
Veniamo al progetto dell’intervallomentro fatto in casa.