Ecco una nuova invenzione amica dell’ambiente. Si tratta della “Turbine Light”, e se ne parlerà oltreoceano, per la precisione a New York durante la conferenza Greener Gadget che si terrà a fine febbraio. Queste turbine della luce grazie al vento ed allo spostamento d’aria generato dalle vetture, sarà in grado di illuminare le strade. Continue Reading
La trentesima edizione del premio W. Eugene Smith Memorial Fund ha avuto luogo presso l’Asia Society di New York City. Lu Guang (卢广) da People’s Republic of China ha vinto il premio da 30.000$ messo in palio per il genere “Humanistic Photography” per il suo progetto di documentario “L’inquinamento in Cina”.
Lu Guang (卢广), fotografo freelance, ha cominciato come fotografo dilettante nel 1980. Era un operaio, poi ha iniziato con il suo studio fotografico e agenzia pubblicitaria. Nell’agosto del 1993, fresco di laurea si iscrisse alla Arts and Design Academy di Pechino (ora è l’Accademia di Arti e Design, Tsinghua University). Nel periodo in cui ha frequentato la scuola di specializzazione, ha studiato, ha viaggiato in tutto il paese e si è costruito una carriera, uno dei più bravi fotografi del suo paese.
Estremamente abile nel campo della fotografia documentaristica sociale, i suoi studi approfonditi, creativi e artistici sono spesso concentrati sui “fenomeni sociali e sulle persone che vivono nella parte bassa della società”, ha attirato le attenzioni anche dei media.
1. “Al bivio della provincia di Ningxia e provincia della Mongolia Interna, ho visto un alto camino sbuffando fuori il fumo d’oro che copre il cielo blu, ampi tratti dei pascoli sono diventate discariche di rifiuti industriali; insopportabile cattivo odore fatta la gente vuole la tosse; Surging acque reflue industriali scorreva nel Fiume Giallo … ”
Siete dei venditori su eBay? Sia che siete dei professionisti, che venditori occasionali vi trovate a dover acquistare nuovi imballaggi per le vostre spedizioni. Che ne dite se invece riciclate gli imballaggi vecchi?
Darete una mano all’ambiente e in più recuperate qualche spesa! P.S. C’è anche chi prende gli imballaggi vecchi da supermercati e centri commerciali. Li abbondano sempre.
Navigando ho trovato il video che vedete sopra, sicuramente non è molto “in linea” con il tema del blog, ma riguarda la zona in cui abito.
Si tratta di un blob, la cui composizione è materia organica ed inorganica. Come si vede bene dal video si tratta in sostanza di uno strano “muco” di colore marroncino, e si preoccupano della sua presenza divesi studiosi di biologia marina, tanto da parlarne anche il National Geographic (il video è il loro).
Viene riportato come, a seguito di studi condotti dall'Università Politecnica delle Marche, questo " muco" si stia rivelando pericoloso per la salute umana. Infatti, questa sorta di mucillagine è anche chiamata neve di mare, poiché composta da minuscole particelle organiche e inorganiche in cui vi si possono trovare sia piccoli gamberetti sia batteri e virus, tra cui bolle contenenti l’E.Coli che potrebbero contaminare la sabbia del bagnasciuga qualora si verificasse un contatto.
Il fenomeno è conosciuto già dal 1700 ma solo oggi sta mostrando un lato pericoloso. Innanzitutto il blob non si presenta più solo nei mesi estivi ma anche in quelli invernali a causa dell’innalzamento della temperatura delle acque dell’Adriatico.
Secondo Farooq Azam, microbiologo marino presso la Scripps Institution of Oceanography dell’Università della California, il fenomeno avviene con molta più facilità nel Mare Adriatico perché: E’ un mare poco profondo, è come una grande vasca da bagno, un laboratorio naturale ideale per studiare questi fenomeni.
Gli studi sulla mucillagine sono stati condotti sotto la guida di Roberto Danavaro con la Umani e Antonio Pusceddu e Danovaro ha spiegato:
Abbiamo notato che vi potrebbe essere da parte del blob, un potenziale rilascio di agenti patogeni che si potrbbero rivelare dannosi per la salute umana. Le persone che vengono a contatto con le mucillagini possono sviluppare malattie della pelle come dermatiti.
Il blob si sta rivelando pericoloso anche per il già delicato ecosistema marino dell’Adriatico in quanto molti pesci potrebbero ammalarsi venendo a contatto con le sostanze in esso contenute oppure potrebbero restare intrappolati nelle masse nocive e morire soffocati. Tra l’altro il blob ha la tendenza a scendere verso il basso e stendendosi come una coperta sul fondo marino ne soffoca la vita. Questo genere di mucillagini iniziano a costituire una preoccupazione non solo nel Mediterraneo e recenti studi timidamente mostrano che il blob potrebbe rapidamente espandersi anche negli oceani, forse a causa dell’aumento delle temperature.
Ha detto Roberto Danovaro:
Ecco cosa potrebbe accadere se non facciamo qualcosa per fermare il riscaldamento climatico. Ci saranno sonseguenze se si continua a negare l’evidenza scientifica.
Al di là di temperature calde, non è ancora chiaro cosa sia spingere spinge la formazione del blob. Ha, infine, concluso Azam:
Per esempio, nessuno sa perché la materia morta marina non si decompone nelle macchie. E’ importante scoprire il motivo che sta guidando l’ascesa del blob per il bene di tutto il resto degli oceani del mondo.
l terremoto in Abruzzo non è finito. La scossa che ha colpito L’Aquila in aprile ha portato altre faglie più vicine al cedimento.
Non lo dice una Cassandra da strapazzo, ma una prestigiosa pubblicazione scientifica. Però nessuno lo dice alla gente. E dunque si rischiano gli stessi errori.
Uno studio sul terremoto de L’Aquila è stato pubblicato su Geophysical Research Letters. Porta la firma di studiosi delle università di Oxford, Cambridge, Edimburgo; dell’University College di Londra; dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma.
E’ di libero accesso solo il riassunto. Dice che il sisma è stato originato dalla faglia di Paganica, e che su questa base sono stati calcolati i mutamenti di tensione subiti dalle faglie vicine.
Una delle cose di cui si tiene meno conto quando si acquista un computer è il suo consumo di energia. Invece, specie in questo periodo, è uno dei parametri che si dovrebbe tenere più in considerazione. Ovviamente si compra un determinato modello perchè si necessitano determinate caratteristiche, ma conviene anche informarsi sui Watt di energia che si andranno a consumare. Potrebbe sembrare un fattore trascurabile o comunque poco importante, ma sappiate che invece è determinante. Non soltanto per il discorso del risparmio energetico e della salvaguardia dell’ambiente, ma un computer che consuma meno funziona -in linea teorica- anche meglio (per esempio, i portatili ovviamente avranno una durata della batteria maggiore, oltre che produrre meno calore). Per farvi un esempio più pratico sappiate che un computer di un paio di anni fa consuma il doppio (quando va bene) di uno di quest’anno, complici soprattutto i tipi di processori che hanno, come è logico, subito un’evoluzione anche in questo senso. Le varie case produttrici si stanno muovendo per ridurre il più possibile l’impatto ambientale dei propri prodotti. Si veda la strada seguita dalla Apple (tanto per cambiare) che ha messo in commercio il Mac Mini 2009, di fatto il computer desktop con il minor consumo energetico di sempre (solo 13 Watt). E c’è anche la HP che ha promesso di ridurre del 25% il consumo dei suoi notebook entro il 2010. Questi sono solo degli esempi, moltissime aziende si stanno impegnando sulla questione energia. Comunque, se proprio dovete cambiare computer, penso che risparmiare un pò sulla bolletta non vi faccia poi così schifo. Meditate gente, meditate…
Canon ha presentato la sua prima fotocamera con controlli touch-screen, la Digital IXUS 200 IS, e la sua sottile grandangolare compatto, Digital IXUS 120 IS. La Digital IXUS 200 IS dispone di un LCD da 3 pollici touch-screen e uno zoom ottico 5x con lenti stabilizzate a partire da un’ottica di soli 24 millimetri equivalenti. La Digital IXUS 120 IS è fornita di ottica 28-112 millimetri equivalente, stabilizzata e LCD da 2,7 pollici in un corpo sottile. Entrambe le fotocamere hanno un sensore da 12,1 MP e offrono la registrazione video HD.
Scheda tecnica Canon Digital IXUS 200 IS e Digital IXUS 120 IS
In ogni granello di sabbia è racchiusa un’opera d’arte. È questo quanto mi suggerisce questa photo gallery, che potete ammirare su Discover Magazine.
Le immagini sono state acquisite dal Dr. Gary Greenberg, autore del libro “A Grain of Sand – Nature’s Secret Wonder” che suona un po’ come “Un granello di sabbia – Il miracolo segreto della natura”.
Ogni immagine è un forte ingrandimento di granelli di sabbia provenienti da ogni parte del mondo (l’immagine sopra è della spiaggia dell’isola di Maui, Hawaii). Il microscopio usato è l’Edge 3D, che grazie ad un particolare sistema di luci, permette di ottenere immagini molto belle.
Il video che vedete sopra è relativo al progetto canadese Magenn: una versione dell’eolico d’alta quota realizzato da una società canadese: la Magenn Power Inc.
Alcune volte ho parlato dell’eolico d’alta quota, si tratta, di un sistema che consente di usare i venti d’alta quota, più forti e costanti durante l’anno.
Il sistema Mageen è molto pratico: innanzitutto queste applicazioni sono mobili, possono produrre molta energia (dai 100 ai 1000 kW).
Com’è fatto il Magenn?
Il sistema si compone di una mongolfiera, che, riempita con elio per raggiungere la quota senza apparati aggiuntivi, e delle “ali”, che spinte dal vento fanno girare la mongolfiera e quindi permettono la produzione di energia elettrica. Il sistema dovrebbe essere in grado di generare energia con venti da 1 a 28 m/s (circa 100Km/h).
Il Kite Wind generator o KiteGen è un progetto innovativo (il prototipo è ancora in fase di costruzione) italiano, di in una centrale eolica ad asse di rotazione verticale che sfrutta i venti di alta quota. Proprio il diverso orientamento dell’asse di rotazione dovrebbe eliminare tutti i problemi statici e dinamici che impediscono l’aumento della potenza (cioè delle dimensioni) ottenibile dagli aerogeneratori tradizionali.
In un’intervista di Beppe Caravita a Massimo Ippoliti, inventore del KiteGen si parla dello sviluppo di questa straordinaria tecnlogia, tutta iltaliana, che ci permetterà (si spera) di ridurre la nostra dipendenza dal petrolio.
Potere leggere l’articolo qui.